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Il Native Advertising è davvero efficace anche per le piccole aziende?

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Il Native Advertising è diventato sempre più popolare negli ultimi anni, dimostrandosi molto più efficace del tradizionale display advertising.

Le grandi aziende hanno sviluppato e implementato campagne di successo, adottando strategie di content marketing e testando differenti tipi di ads con risultati fenomenali sia in termini di revenues che aumento di brand awareness.
La domanda, a questo punto, sorge spontanea: in un tessuto economico fatto di piccole medie imprese come quello italiano, il Native advertising è una strategia pubblicitaria efficace per le piccole aziende?

Prima di tutto, pubblicità su fondamenta solide

L’attività di Native advertising si basa su una conoscenza dell’audience.

In questo caso, l’online replica l’offline: una piccola attività deve conoscere le caratteristiche del proprio pubblico di riferimento. Dalle specifiche demografiche come età, genere e luogo geografico al comportamento degli utenti, una piccola realtà aziendale può sfruttare la presenza online per ottenere una revenue migliore e un ROI positivo.

Facciamo un esempio.

Un piccolo negozio di gioielli ha una pagina Facebook e sa che la sua clientela tipo interagisce attivamente online.
Intraprendere l’attività di Native adv è il passo successivo per incrementare le vendite. Infatti, le ricerche nel campo dimostrano che gli utenti reagiscono positivamente ad un tipo di contenuto che si integra naturalmente in vari contesti editoriali senza interrompere la user experience, con percentuali di Click Through Rate attorno all’0,80% (l’attività di display adv ha medie decisamente inferiori, attorno allo 0,07%).

Aumento della visibilità online

Un recente studio di ShareThrough svolto con software di eye-tracking ha dimostrato come gli adv nativi ottengano il 53% di visualizzazioni in più della pubblicità display. Non solo: oltre ad un numero di più alto di views, gli annunci nativi vengono maggiormente ricondivisi dagli utenti, con conseguente percentuale di aumento della brand awareness attorno al 9%.

Più visualizzazioni e più condivisioni significano aumento di visibilità online. Insomma, con il Native adv si raggiunge una platea decisamente più ampia, aumentando anche la brand awareness. In questo caso, anche una piccola realtà come il sopracitato negozio di gioielli può trarre concreti vantaggi dall’attività pubblicitaria.

Retargeting

Abbiamo detto che la ricondivisione degli annunci nativi è più frequente tra gli utenti. Ciò comporta ad un aumento naturale del pubblico, senza che il brand che sta sponsorizzando un proprio prodotto/servizio intervenga più di tanto.

Con l’aumento dell’audience e l’estendersi della platea interessata ad un determinato prodotto/servizio, un brand può decidere di utilizzare il traffico disponibile per azioni di retargeting.
Nel caso del Native advertising il retargeting è uno strumento chiave per arrivare al pubblico più ricettivo anche su altri canali, come i social media. Il traffico generato dagli annunci nativi può essere impiegato sia per una targetizzazione efficace sui social, sia per la creazione di un pubblico lookalike.

In questo modo, anche una piccola realtà come la gioielleria già presa come esempio può allargare il proprio raggio di azione, mantenendo, nutrendo e rimpolpando la sua audience più ricettiva.

Insomma, il Native Advertising è davvero efficace anche per le piccole aziende?

La risposta è sì.
Il Native advertising è una forma di pubblicità online atta non solo a favorire l’aumento delle vendite ma anche a sviluppare e consolidare l’identità di brand, anche quelli più piccoli.Continua a seguirci per restare aggiornato su tutte le novità del mondo Native!